Giorgio Maffei e I mille fiumi di Alighiero Boetti

Libro d’artista mon amour. Al telefono con Giorgio Maffei* sull’opera da sfogliare

“Se vuoi veramente una cosa, mettila per iscritto (A. Boetti).”

Irina Zucca Alessandrelli: So che sei architetto, ma come hai cominciato a vendere libri d’artista? Quando ti è venuto in mente?

Giorgio Maffei: Io stesso sono un collezionista di libri d’artista. Ad un certo punto, mi sono reso conto che poteva diventare la mia professione. Il mio lavoro è di raccoglierli e di costruire la sensibilità per capirli (www.giorgiomaffei.it)

I.Z.A.: Il libro d’artista non è ancora conosciuto adeguatamente, né dal pubblico dell’arte, né dai collezionisti. Non è considerato a tutti i livelli come un’opera. In realtà, è un’opera in forma di libro?

G.M.: Sì, è normale vedere nei musei internazionali, tra le opere di un artista in mostra anche i libri d’artista. In Italia è molto raro invece.

I.Z.A.: Forse anche perché di solito si vedono sotto teche di vetro, quindi il pubblico non può mai sfogliare un libro d’artista, e sembra più una documentazione che non un’opera di per sé.

G.M.: Certo, questa è una difficoltà. Però, spesso i libri sono delle chiavi fondamentali per capire il percorso di un artista. Per esempio, prendiamo il libro “I Mille Fiumi” di Alighiero Boetti, su cui ho appena curato una pubblicazione (www.corraini.com), è il frutto di un’operazione concettuale cominciata da Boetti nel 1969, una schedatura dei fiumi della Terra, dal più lungo al più corto in collaborazione con gli istituti geografici di tutto il mondo. Ma i fiumi, così come gli uomini per loro natura sfuggono ad ogni classificazione, rendendo l’operazione vana. “I Mille Fiumi”, che oggi esiste in un’edizione ordinaria con tela rossa e in una con un arazzo in copertina (di cui sono stati trovati solo dieci esemplari), è il vero centro della poetica boettiana.

*Giorgio Maffei, nato a Torino nel 1948, si occupa del rapporto tra arte figurativa ed editoria dalle avanguardie storiche al contemporaneo. Ha pubblicato vari saggi sul libro d’artista e sull’opera editoriale dell’Arte Povera, del Movimento Arte Concreta, oltre a lavori bibliografici su Alighiero Boetti, Bruno Munari, Gastone Novelli, Sol LeWitt, Allan Kaprow, John Cage ed Ettore Sottsass. Ha organizzato mostre su questi temi per musei internazionali.

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