Schwarz

MY PERSONAL WUNDERNEST: ARTURO SCHWARZ

Arturo Schwarz è uno storico dell’arte, saggista, poeta, scrittore e collezionista.

Ma soprattutto è un giovane ragazzo di novantuno anni, portati meravigliosamente e un grande conoscitore dell’animo umano.

Un grande uomo che vorresti non smettesse mai di parlare, di raccontare, di illuminarti con le sue idee e il suo modo di concepire la vita.

Anche solo stargli vicino per una breve intervista è una grande emozione ed un’esperienza unica.

Qual è il piacere per aver vissuto tutta la sua vita nell’arte e nella bellezza?

Sono felice, ma non l’ho ricercata; è stata una cosa del tutto naturale, è successo e basta. Professionalmente non ricordo nemmeno come sia accaduto. Per tutta la mia vita sono stato in contatto con pittori e scultori, ero un assiduo frequentatore di musei e l’arte mi ha sempre appassionato. E’ la forma più alta dell’ingegno umano, insieme alla poesia.

Donando le sue opere ai musei, lei ha cambiato il linguaggio dell’arte. Quando lo ha fatto ne era consapevole?

Tutte le mie opere sono state donate a quattro musei. Non ne ero consapevole, l’ho fatto perché io sono anarchico e la proprietà privata di un oggetto d’arte è un furto e invece bisogna che tutti possano goderne. Ho fatto questa scelta per le convinzioni politiche che ho e che ho sempre avuto, fin dall’età di tredici anni.

Lei è un profondo conoscitore dell’anarchia e dell’alchimia. Quanto c’é di anarchico e alchemico nell’arte?

Innanzi tutto bisogna precisare che cos’é l’alchimia. L’alchimia non è affatto il tentativo di trasformare un minerale comune come il piombo in oro, queste sono fandonie! L’alchimia è fin dalle origini la ricerca della conoscenza del sé. L’anarchia invece è un ordine superiore che taglia la testa agli sfruttatori, a quelli che abusano degli altri, sia perché sono finanziariamente indigenti o perché lo sono spiritualmente. Io sono sempre stato anarchico e ateo. Non riconosco nessuna autorità superiore se non quella dell’essere umano.

Il mondo di oggi sta arrivando all’omogolazione e gli uomini sono come pecore. Nel mondo di oggi regna solo il denaro. Viste sotto questa luce, invece, anarchia e alchimia hanno una parte integrante nell’arte.

Secondo lei, oggi un pezzo di arte moltiplicata va considerato come un pezzo raro?

Dipende dalla tiratura. Se è stata fatta in mille esemplari come hanno fatto con il ferro da stiro di Man Ray diventa un oggetto industriale.

Il ready made è importante quanto un pezzo unico?

Se la tiratura è limitata e se l’opera dell’artista vale la pena di essere moltiplicata è certamente come fosse un pezzo unico.

Mi dà una sua definizione dell’utopia?

E’ la realtà di domani, ciò che ci fa andare avanti. Un tempo era utopico pensare che potessimo volare. Molte altre cose che oggi sono comuni un tempo erano utopiche. L’utopia è sempre la realtà di domani.

Che cosa ritiene oggi importante per la sua vita alla luce di tutta la sua esperienza?

L’amore di mia moglie.

Elisabetta Oropallo

N.B.: Il vaso raffigurato insieme al Professor Schwarz è stato realizzato da Linda Pozzali Schwarz e raffigura la mappa della terra d’Israele.

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