Marta Sannito

MY PERSONAL WUNDERNEST: MARTA SANNITO

Bella, alta, occhi neri, aquilana, un’intelligenza particolarmente vivace, Marta Sannito lavora nella moda da sempre come brand manager. E da sempre è immersa nella bellezza di ciò che fa.

Anche lei ci apre la sua stanza delle meraviglie.

La mia stanza delle meraviglie non è un luogo reale; è un luogo mentale, è la stanza dove io avrei voluto collezionare abiti, accessori, oggetti dei maestri che ho incontrato, come per esempio Gianfranco Ferrè, Romeo Gigli, Antonio Berardi, persone che hanno dato molto al mondo della moda e che avrebbero meritato un luogo dove stare tutti insieme. Così, li ho riuniti io in una mia stanza delle meraviglie immaginaria dove poterli ritrovare tutti.

 

Che cosa ti hanno lasciato queste persone con cui hai lavorato?

Il punto di vista. Quando tu lavori insieme a delle grandi personalità di questo tipo, rispettandone ovviamente il ruolo e la grande capacità, devi sviluppare un adattamento visivo immediato che porti alla valorizzazione estrema di quello che possono essere i canoni estetici, comunicativi e distributivi del brand. Il punto di vista dell’artista deve essere interpretato esattamente soprattutto perché la comunicazione nel campo della moda è molto particolare. Negli anni mi sono addestrata a riconoscere la cifra stilistica di ciascun marchio. La velocità della moda è pazzesca e quindi mi sono dovuta adattare a tutto ciò con grande velocità.

Chi ti ha dato di più?

Non c’è un “di più”! Ho lavorato bene con tutti e tutti mi hanno insegnato qualcosa, anche se la persona alla quale sono stata più vicino è stato Gianfranco Ferrè, un genio della moda; ho lavorato con lui e dopo di lui. Manca molto un interprete della moda come lui, all’Italia e al mondo, credo.

Che cos’è per te la bellezza?

Per me la bellezza è rappresentata dalle proporzioni. La vera bellezza si trova quando c’è armonia.

Che cosa ha contribuito maggiormente alla tua formazione culturale?

Una cosa che apparentemente sembra non c’entri nulla: lo sport. Per vent’anni ho fatto atletica e mi sono allenata per cinque ore al giorno, tutti i giorni. Ciò mi ha portato ad avere un grande spirito di sacrificio e di adattamento alle situazioni. E questa è la cosa che ha più influenzato il mio percorso, anche professionale. Grande elasticità e trasversalità.

C’è un oggetto al quale sei particolarmente affezionata?

No, non ci sono oggetti, ma un luogo, Avezzano, in provincia de L’Aquila, dove c’è la mia casa d’origine, i miei affetti più cari, i miei ricordi d’infanzia, dove torno spesso e sempre volentieri. E’ quello il mio luogo del cuore.

C’è un sogno che non hai ancora realizzato?

Il mio sogno sarebbe quello di poter tornare in tutti i posti del mondo in cui sono stata per lavoro e vederli con altri occhi, quelli della turista. Quando viaggiavo per lavoro ero sempre in movimento, raramente dormivo più di due notti nello stesso letto, ma non ho mai avuto il tempo per visitare i musei come avrei voluto. Ecco, mi piacerebbe rivedere gli stessi luoghi con un tempo e con una libertà diversi.

 

 

Elisabetta Oropallo

Sannito

One Comment

  1. Posted 17 aprile 2015 at 21:20 | Permalink

    Personalità,determinazione, agonismo, si fiutavano tutte quando, col fisico di una gazzella, calavi in pista. Hai trasferito abilità e competenze nella professione, a conferma che lo Sport serio,fatto di impegno,0 compromessi,ma anche gioco magico e creativo è formativo. Brava ancora, perché non dimentichi, anzi valorizzi la terra e la fam.che ti hanno dato i natali, ora che sei donna . Bello il settore e il percorso: facci sentire tutte principesse con un po’ di immersione nella splendida moda italiana. I love Az

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