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MY PERSONAL WUNDERNEST: GIORGIO SCHON

Collezionista di auto d’epoca e concessionario Ferrari e Maserati per la Lombardia, quattro figli e un nipote, Giorgio Schon è un uomo colto e raffinato che ci accoglie nella sua immensa wunderkammer; la Rossocorsa, concessionaria in Milano, meta ambita per gli appassionati del genere.

Presentaci la tua stanza delle meraviglie.

Se una persona ha la fortuna di fare un lavoro che appassiona e che collima con le proprie attitudini, allora la stanza delle meraviglie può essere anche la stanza di lavoro.

A me, dopo trent’anni di moda, è capitato. La moda era il lavoro di mia madre, Mila Schon; io mi occupavo dell’azienda ma scappavo il week end per dedicarmi alle corse automobilistiche.

Successivamente le automobili sono diventate il mio lavoro e di conseguenza ho cercato di fare nel mio show room (Rossocorsa a Milano, Viale di Porta Vercellina 16, ndr) una stanza delle meraviglie.

Negli show room di automobili bisogna rispettare una identità che deve essere la stessa in tutto il mondo, ma comunque sono riuscito ad inserire alcuni pezzi che compongono la mia stanza delle meraviglie, pur rispettando i colori del brand.

Ad esempio, il filone rosso, una maschera su cui si battevano le lamiere della Ferrari negli anni ’50, che ho appeso al soffitto e che sembra vagare sospeso nella stanza. Poi ho fatto una selezione di auto, cercando le più rappresentative: il primo modello uscito della Ferrari, piuttosto che una macchina da corsa o una delle automobili usate dall’Avvocato Agnelli. Dopo il soffitto della wunderkammer e dopo la materia (le auto) che occupa lo spazio, arriviamo alle pareti. E qui c’è la mia collezione di cavallini rampanti. Il cavallino rampante è il simbolo di Ferrari che fu donato dalla Famiglia Baracca a Dino Ferrari, ma venne usato anche da Guerlain come simbolo del suo profumo negli anni ’20. Quindi girando i mercatini dell’antiquariato, ho collezionato cavallini rampanti di tutti i generi ed è curioso vedere quanti ce ne siano e come si siano evoluti negli anni. Le altre pareti sono occupate dai libri. Dietro alle macchine c’è la tecnologia e dietro alla tecnologia c’è la storia, raccontata con immagini e parole nei libri.

Come hai fatto a trasformare una passione in un lavoro?

E’ stato un colpo di fortuna. Nel ’93 abbiamo ceduto l’azienda di famiglia e Luca di Montezemolo, che conoscevo perché correva con me, mi ha chiesto di diventare concessionario Ferrari e Maserati per la Lombardia e così ho trasformato la mia passione per le auto in lavoro con Rossocorsa.

Un sogno che hai realizzato?

Direi che riuscire ad abbinare la propria passione con il lavoro è sicuramente un sogno realizzato.

Un sogno da realizzare?

Il mio grande sogno è quello di poter utilizzare le mie auto d’epoca, cosa che non faccio mai.

Ma il sogno dei sogni lo realizzerò il prossimo anno partecipando ad una riedizione della Pechino-Parigi, una meravigliosa gara che partirà con 120 macchine da Pechino e ci farà attraversare in 37 giorni Mongolia, Siberia, per arrivare fino a Place Vendome a Parigi. Siamo 5 equipaggi italiani e secondo me è il miglior modo per viaggiare e conoscere il mondo.

Che significato ha per te la bellezza?

La bellezza deve attirare lo sguardo, secondo me deve rispondere a canoni classici. Per rimanere nel mio tema, le auto, la bellezza è un insieme di linee antiche e moderne, che insieme si fondono nella perfezione.

 

Elisabetta Oropallo

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