THE WUNDERNEST OF GUIDO GALIMBERTI

MarcAuge

Arte: il continuo inizio che allunga la vita

Dopo averci regalato neologismi ormai famosi come “nonluogo”, “surmodernità” e altri ancora, con il suo ultimo saggio, “Futuro, pubblicato in Italia da Bollati Boringhieri, Marc Augé ci offre oggi un viaggio affascinante tra i concetti di libertà, novità, passato e futuro. Ma anche arte, cultura, intellettualità. Se la libertà, dice l’antropologo, è prima di tutto possibilità del nuovo nella storia, non vi è dubbio che l’arte sia una piena manifestazione di questa possibilità, perché l’arte ci offre l’occasione di vivere continuamente un inizio. Cioè una novità.

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Pavlovsk Palace, St. Petersburg

Chi guarda i guardiani

Davide Pizzigoni (www.davidepizzigoni.com) ha fatto il disegnatore di gioielli, di scenografie, di costumi e ha ideato una collana di lirica per Electa. Da quattro anni, però, si occupa di guardare chi, per definizione non viene guardato, i guardiani dei musei. In genere, nei musei si va per vedere cose passate (anche da un giorno nel caso del contemporaneo), memorie appartenute ad altri, e i musei stessi sono luoghi della memoria altrui. Chi passa le giornate qui per lavoro, immobile e in silenzio davanti alle opere da custodire, per definizione non viene guardato, spesso neanche visto. Come in preda ad una curiosità antropologica, Davide Pizzigoni ha cominciato a studiare con grande attenzione i guardiani dei musei, pagati per essere invisibili. View more

PASCALE MARTHINE TAYOU Kids Mascarade 2011 stampa fotografica montata su Dibond 100 x 75 cm (107 x 82 framed)

Pascale Marthine Tayou: 30 opere per una charity in Kenya. Quando il collezionista d’arte si fa benefattore.

Mi è sempre piaciuta l’idea di unire il mondo dell’arte contemporanea, a volte così autocentrato e scostante, ad un progetto umanitario, a qualcosa di immediatamente utile a qualcuno. Così il collezionista, oltre a godersi l’opera, fa beneficenza. L’artista del Camerun Pascale Marthine Tayou (www.pascalemarthinetayou.com), molto noto a livello internazionale per aver partecipato a Documenta nel 2002, a cura di Okwui Enwezor (www.youtube.com), oltre ad una serie infinita di Biennali tra cui Gwanju, Sidney, Istanbul, San Paolo, Münster e molte altre, ci è riuscito alla grande. View more

porta-tabacco testa di caprone-www.antichivizi.com

La tabacchiera che era un caprone

Il nome originario per la testa di caprone porta-tabacco è ‘snuff –mull’. Snuff è il tipo di tabacco da inalare, che andò di moda dal Seicento circa nell’Europa occidentale e diventò popolarissimo nel Settecento. Mull deriva probabilmente da un dialetto scozzese e sta per ‘mill’ (macina), alludendo al tabacco polverizzato. Il caprone, secondo una tradizione scozzese, era da vivo la mascotte di un reggimento, il cui servizio è stato ricambiato con l’imbalsamazione della testa originaria. View more

philadelphia museum of art, fineartamerica.com

Otto lavori per una carriera da museo a Philadelphia

Il Philadelphia Museum of Arts, uno dei più imponenti degli Stati Uniti, famoso per il grande vetro di Duchamp e la favolosa stanza di Brancusi, sta cercando nuovi dipendenti da assumere. Il museo è, poi, noto ai non addetti ai lavori per la lunga scalinata in pietra dove si inerpica di corsa Rocky Balboa (www.visitphilly.com), sì proprio quella della famosa scena in cui Silverster Stallone che ha recuperato la forma, con la felpa e il berretto blu, arriva in cima alla scalinata di ingresso, si gira verso la città e alza le braccia in segno di vittoria (www.youtube.com). View more

le torte di Simona

Torte casalinghe da pubblicità

Cominciano a farsi riconoscere sul piccolo schermo le torte di Simona (www.letortedisimona.it), quelle che vi appaiono se chiudete gli occhi e vi immaginate la torta perfetta, quella che vi ricordate dalle illustrazioni delle fiabe che guardavate da bambini, o quelle che avreste sempre voluto avere. Ora, nell’ultimo spot Ikea, cupcakes perfetti aspettano la loro ciliegina e un lurido pallone da rugby plana su una torta a due piani deliziosamente decorata nei toni azzurri carta da zucchero http://youtu.be. View more

ron arad, concrete sound, 1985, Londra, Victoria and Albert Museum

Postmodernismo: il freestyling che ha segnato un’epoca

Lo scorso ottobre, al Victoria and Albert Museum di Londra, ho finalmente capito il significato di postmodernismo, grazie ad una divertentissima mostra che lo analizzava in tutti gli aspetti, dall’architettura, al design, alla moda, alla produzione musicale e che è ora esposta al Mart di Rovereto, (fino al 3 giugno www.mart.tn.it ). Il pregio senza pari era che faceva chiarezza veramente su un ventennio in modo esaustivo. Prima di entrare, il concetto di postmodernismo coincideva con un affastellamento di nozioni e forme senza inizio e fine. Dopo la mostra ho capito che anch’io ho ereditato la mia dose di postmodernità e forse ora mi conosco meglio, perché ho capito da dove sono venuta. View more

Seminario Danza sensibile

Danza Sensibile: il corpo riprende il suo senso originario. Rallentare per ripercorrere le tappe dell’evoluzione umana.

La Danza Sensibile® nasce nel 1990 dall’incontro del danzatore Claude Coldy e una coppia di osteopati francesi Marie Guyon e Jean Louis Dupuy, (in Italia si può lavorare direttamente con Claude Coldy, www.danzasensibile.net. Partendo da una ricerca sul movimento nei differenti tessuti organici, dai micromovimenti ai macromovimenti del nostro corpo, ossia, dai movimenti involontari dei nostri fasci ai movimenti muscolari, la Danza Sensibile centra la sua pratica sulla
 verticalizzazione e la nascita, per far rivivere il processo di evoluzione dell’essere umano. View more

Cibandosi d'arte

Cibandosi d’arte

Dubbio quasi copernicano: è l’arte a girare intorno al cibo o il cibo a ruotare nel senso artistico? Cinque esponenti della cucina contemporanea e gourmet dimostrano quanto i due concetti viaggino sempre in parallelo e, allo stesso modo, s’intersechino in evoluzioni davvero concettuali. Emerge dunque il modo per essere affamati d’arte e rapiti dalla cucina d’avanguardia, un chiasmo estetizzante che sfida senza fronzoli  le leggi della cultura. View more

Ostriche-e-uvaspina-di-Rene-Redzepi-(Brambilla-Serrani)

Gli storici antenati del sushi

Mangiare pesce crudo appare come un gesto dandy ed esotico, una variante alto borghese della cultura gastronomica. Ceviche peruviano o sashimi nipponico, masticare seppioline crude in Puglia o ingollare ostriche in Bretagna? Sembrano ricette novelle ma questi gesti culinari raw sprizzano archeologia da tutti i pori, grazie alle prime testimonianze di Nearco di Creta, comandante della flotta di Alessandro Magno. Esplorando le coste del Mare arabico, infatti, dal delta dell’Indo fino al Golfo persico, scrisse dell’ostilità degli indigeni Ittiofagi o Ichthyophagi (mangiatori di pesce crudo) e della difficoltà nell’approvvigionamento del cibo per l’esercito macedone, composto da “normali” uomini che per tradizione erano abituati ad abbrustolire sul fuoco ogni genere d’animale (Flavio Arriano, Plinio il Vecchio e Strabone docent).
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